tipo di intervento: ristrutturazione edilizia / medium budget
superficie: 80 mq
anno: 2008-09
luogo: Firenze
progettisti: Barbara Monica / Tommaso Rossi Fioravanti / Lorenzo Tognocchi
strutture: Giulio Giubbi architetto
pubblicazioni: 
Rossi Fioravanti T. – Monica B. – Tognocchi L., Studio di Architettura in un ex laboratorio artigianale, in “Triennale Architetti Firenze 2009″, Segni d’ordine nello spazio, 2009, p. 57.

Questo fondo a piano terra, situato a San Frediano, nel cuore di uno dei borghi più antichi Firenze, fa parte di un edificio dei primi del Novecento. Il fondo, in passato, era stato un laboratorio artigianale di falegnameria. Essendo dunque uno spazio molto caratteristico e rimasto inalterato per almeno un secolo, si è privilegiata la scelta di non negare la sua funzione originaria ma piuttosto di metterla in risalto, anche perché la destinazione che sarebbe andato ad ospitare risultava comunque legata a quella primaria: uno studio di architettura può essere infatti concepito come un laboratorio, luogo di pensiero, di manualità, d’arte ed anche di incontro.
Lo studio si presenta con due grandi sporti su strada, vetrati, con infissi in ferro invecchiato realizzati su disegno.

Subito all’interno sono stati recuperati i vecchi portelloni della bottega artigiana, puliti e restaurati solo parzialmente, perché mantenessero la loro patina originaria. Lo spazio di lavoro è unico ma allo stesso tempo molto articolato: entrando ci sono le prime due stanze, una d’ingresso, che ospita la sala riunioni,  è intonacata e trattata a calce di un color grigio chiaro con alcuni dripping più scuri, mentre in quella operativa sono stati lasciati a faccia-vista i muri misti di pietre e mattoni poi tinteggiati a calce.

Tutte le stanze hanno lo stesso soffitto a travicelli originali ed un pavimento che è un semplice massetto in cemento trattato con una resina protettiva trasparente. Le scrivanie della zona operativa sono realizzate in multistrato placcato m.d.f. alleggerito chiaro, con struttura a vista e rigorasamente su rotelle, mentre per la libreria della sala riunioni sono state utilizzate  mensole in ferro invecchiato, di sezione variabile, incastrate nel muro.